VECTRE

Stabilimento pronto, il futuro di Bussi passa dal clorito di sodio della Scb

Stabilimento pronto, il futuro di Bussi passa dal clorito di sodio della Scb IL POLO CHIMICO RINASCE BUSSI OFFICINE Investimento da 25 milioni di euro e 25 nuovi posti di lavoro entro fine anno. L’annuncio della Società ChimicaBussi, che ieri ha presentato la fase conclusiva della costruzione del nuovo impianto di clorito di sodio, è di quelli che alle Officine non si sentivanoda tempo. La cerimonia, alla quale hanno preso parte l’assessore regionale Mauro Febbo, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il consigliere Giovanni Legnini e il direttore generale Barbara Morgante,è stata l’occasione per illustrare i progetti di sviluppo dell’azienda chimica. «Stiamo proseguendo nel percorso di sviluppo all’insegna della responsabilità ambientale – ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Scb, Domenico Greco – restituendo competitività e prospettive a un polo chimico di rilevanza internazionale». La reindustrializzazione delle Officine riparte, dunque, dal clorito di sodio, sostanza leader per la depurazione e potabilizzazione delle acque. «L’energia necessaria – ha precisato il direttore di Scb Giuseppe Buzzi verrà autoprodotta attraverso un nuovo impianto di trigenerazione ad alta efficienza». Un evento da incorniciare, per il presidente della Regione, Marco Marsilio: «Finalmente si comincia a parlare di Bussi con uno sguardo ambientalista e proteso verso il futuro». Palpabile anche la soddisfazione del mondo produttivo . Luigi Di Giosaffatte, direttore di Confindustria Chieti-Pescara, presentealla cerimonia, commenta: «Il ringraziamento dell’associazioneva a all’amministratore delegato Domenico Greco per aver investito in Abruzzo e in particolare su un sito industriale che racconta più di centodieci anni di storia». Di Floriana Bucci Il Messaggero 3/10/2019

Assunzioni nella fabbrica della rinascita

Assunzioni nella fabbrica della rinascita IL RISCATTO INDUSTRIALE Bussi cambia volto. Altri posti di lavoro nella Scb che investe 25 milioni su un nuovo impianto per produrre disinquinanti di Lorenzo Colantonio e Walter Teti Nasce il modello Bussi che sa di miracolo se si mettono a confronto il passato e la nuova vita del sito industriale. Dalla discarica dei veleni alla fabbrica di innovazione tecnologica nel campo ambientale. Un’aziendadove l’uso ecologico di sostanze, come cloro e idrogeno, ha già permesso l’assunzione di 120 operai che potrebbero diventare 500 se il processo di reindustrializzazione andrà avanti con questo ritmo. APPELLO ALLA BONIFICA. La Società Chimica Bussi (Scb), che ha rilevato nel 2016 l’industria nata un secolo fa, passata indenne attraverso due guerre ma colpita a morte dalla bufera giudiziaria sui veleni sotterrati,ha già investito 35 milioni di euro, e ne spenderà altri 25 per cancellare totalmente il marchio legato al passato. Ma ieri, nel giorno del taglio delnastro di un nuovo impianto che produrrà disinquinanti, è partito l’ennesimo appello alla politica per sbloccare finalmente la bonifica ambientale dei terreni circostanti. ORA L’IDROGENO. Davanti a figure istituzionali come il presidente del Consiglio regionale,Lorenzo Sospiri, l’assessore alle Attività produttive Mauro Febbo, il direttore generale della Regione, Barbara Morgante, il consigliere d’opposizione Giovanni Legnini e di maggioranza, Vincenzo D’Incecco, e tra gli altri Francesco Chiavaroli, direttore dell’Arta, e il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, il presidente di Scb, Domenico Greco, ha spiegato come Bussi e l’Abruzzo oggi guardano al futuro esportando tecnologia, producendo disinquinanti e anche l’energia elettrica necessaria per far funzionare i propri impianti. Ed ha poi annunciato, Greco, progetti molto ambiziosi come la produzione di idrogeno per la mobilità o cloro LA TRASFORMAZIONE. Girando tra i vecchi capannoni accanto ai quali sorgono e sorgeranno i nuovi, si ha la conferma di come Bussi stia cambiando, correndo verso il futuro molto più velocemente di grandi fabbriche concorrenti. «Cent’anni anni fa Bussi Officine era già avanti di due secoli, e oggi continua ad esserlo», commenta Sospiri che riceve pubblicamente i ringraziamenti di Greco: «Ora la Regione ci ascolta» afferma il manager della chimica pulita. SI PARTE TRA POCO. L’impianto inaugurato ieri, che inizierà la sua attività nei primi mesi del 2020, produrrà clorito di sodio, un potente ossidante, utilizzato nella disinfezione e potabilizzazione dell’acqua da residui di ioni metallici e da idrocarburi alogenati, responsabili dei cattivi odori, nell’utilizzo del lavaggio di frutta e verdura, con effetto funghicida, antimuffa ed anche come candeggina tessile. «Stiamo proseguendo in un percorso di sviluppo all’insegna della responsabilità ambientale», ha sottolineato Greco, «restituendo competitività e prospettive a un polo chimico di rilevanza internazionale e dimostrando come sia possibile rilanciare gli storici siti industrialifacendo impresa in modo sostenibile e innovativo». ACQUE CHIARE. Dopo un giro in pullman nello stabilimento, attraversato dal fiume Tirino le cui acque appaiono limpide, si è svolta l’inaugurazione.«L’energia elettrica e termica necessaria al nuovo impianto di clorito di sodio», ha spiegato il direttore di Scb, Giuseppe Buzzi, «verrà autoprodotta da un nuovo impianto di “trigenerazione ad … Leggi tutto