VECTRE

La sfida dell’industria chimica abruzzese

«Un comparto strategico per la crescita, che grazie all’innovazione avrà un impatto positivo sull’ambiente». Parla Domenico Greco, presidente della Sezione Chimica di Confindustria A cura della redazione Uno sviluppo sostenibile secondo valori e comportamenti orientati alla sicurezza, alla salute e all’ambiente, è così che all’interno del comparto della chimica cresce il senso di responsabilità sociale. E l’Abruzzo, che tanto ha pagato la negligenza dei decenni passati, vuole essere in prima linea nel portare avanti un cambiamento di rotta che è sempre più reale. «Oggi il tema della sostenibilità ambientale è valore aggiunto nella competitività di un’azienda e il comparto chimico deve e può giocare la sua partita proprio valorizzando e investendo sull’innovazione orientata alla sostenibilità». A dirlo è Domenico Greco, presidente della Sezione chimica, farmaceutica, gomma, plastica, cartario, vetro di Confindustria Chieti Pescara. Greco, che guida dal 2017 la sezione che riunisce oltre 40 aziende del territorio, è amministratore delegato di Gestione Industriali Srl, holding di partecipazioni da lui fondata insieme al presidente Donato Todisco.«L’industria chimica rappresenta un settore strategico per la crescita economica abruzzese e italiana, e un anello determinante in moltissime filiere produttive. Si tratta di un settore che è sempre stato tradizionalmente associato a un rischio per l’ambiente – spiega Greco – e la grande sfida è proprio quella di sovvertire questo pregiudizio di fatto errato e semplicistico. Le aziende attive nel nostro territorio nel settore chimico e farmaceutico, con il loro know-how e gli investimenti continui in innovazione, dimostrano quotidianamente le potenzialità strategiche che ha questo settore sia nel trainare lo sviluppo economico che nell’incentivare prodotti che possano avere un impatto positivo sull’ambiente».Il gruppo di società che fa capo a Gestione Industriali, che ha visto l’acquisizione prima di Società Chimica Bussi SpA (nel 2016) su cui ha realizzato in tre anni investimenti per 35 milioni di euro, e poi di Caffaro Green Chemicals (il 50 per cento, nel 2019) assieme alla sua controllata Halo Industry SpA, si sta ponendo come primo operatore a capitale italiano nella chimica di base elettrolitica, attraverso i suoi impianti di produzione e trasformazione del cloro per generare prodotti principalmente destinati alla depurazione dell’acqua, secondo un modello sostenibile, anche con autoproduzione di energia elettrica.   «Il mondo delle imprese, specie il comparto chimico, deve poggiare la propria mission su tre fondamenti essenziali: innovazione, sostenibilità e responsabilità. Trovando la sintesi armonica tra questi tre elementi – conclude il presidente Greco –  si individua la chiave per accelerare la crescita economica ad ampio raggio del sistema imprenditoriale di tutto il nostro territorio». Ecco il consiglio direttivo della Sezione Chimica Farmaceutica di Confindustria Chieti Pescara: presidente, Domenico Greco anche Amministratore Delegato di Gestione Industriali Srl, di Società Chimica Bussi SpA e di Caffaro Green Chemical Srl; vice presidente, Andrea Buccella di Color Max Srl. Consiglieri: Marco Aquino di Yokohama Industrial Products Italy Srl; Aldise Fabrizio Calgione, Saint – Gobain Pcc Italia Spa; Emanuela D’Intinosante di Ontex Manufacturing Italy Srl; Denio Di Nardo di Prima Eastern Spa; Paolo Pirozzi di Ico Srl – Business Unit Cartotecnica; Silvana Roatta di Dayco Europe Spa.

Modello Abruzzo per la chimica sostenibile

Venerdì 28 Febbraio 2020 Il Sole 24 Ore Modello Abruzzo per la chimica sostenibile I progetti. Greco (Confindustria): a Bussi si punta a costruire il più grande impianto europeo per prodotti in grado di depurare e potabilizzare l’acqua.Investimenti esteri. Su Torviscosa ha messo gli occhi un colosso americano interessato a sviluppare le produzioni che valorizzino il cloro prodotto.L’industria chimica dell’Abruzzo vuole giocare in prima linea la partita strategica della transizione energetica. E, per farlo, il comparto è pronto a mettere in campo un modello di sviluppo che valorizzi processi e prodotti con ridotto impatto sull’ambiente. A indicare la rotta è Domenico Greco che, dal 2017, guida la Sezione chimica, farmaceutica, gomma, plastica, cartario e vetro di Confindustria Chieti Pescara: 40 aziende per 5576 dipendenti e un fatturato di 1,3 miliardi di euro. Un tassello cruciale, dunque, deciso a portare avanti il cambio di passo investendo sull’innovazione orientata alla sostenibilità. «È evidente, come ha ribadito di recente anche il nuovo piano di investimenti “verdi” voluto dalla Commissione Europea – spiega Greco al Sole 24 Ore -, che c’è bisogno di una transizione “green” a livello industriale, ma è altrettanto evidente che il green new deal sarà difficilmente attuabile senza l’apporto della chimica e di tutte le aziende che rappresento e che sono pienamente coinvolte anche nelle nuove tendenze dell’economia circolare». Insomma, il comparto è conscio delle sue potenzialità e Greco le elenca, forte anche dell’esperienza imprenditoriale come ad di Gestioni Industriali, holding di partecipazioni fondata con il presidente Donato Todisco che ha visto l’acquisizione prima di Società Chimica Bussi, uno dei primi siti produttivi di chimica di base in Europa, e poi del 50% di Caffaro Green Chemicals con la sua controllata Halo Industry Spa, e che si configura come il primo operatore privato a capitale italiano nella chimica di base con tecnologie elettrolitiche. E proprio a Bussi, che porta i segni dei disastri ambientali legati alle vicende della Montedison, il gruppo di Greco ha investito 35 milioni di euro in tre anni. «Abbiamo concentrato gli sforzi – prosegue – su due nuove produzioni: il policloruro di alluminio usato nei processi di depurazione e il clorito di sodio impiegato nella potabilizzazione delle acque e che farà di Bussi il più grande impianto su questo versante in Europa e in tutto il Mediterraneo e che ci consentirà di emanciparci dall’import di questo prodotto da altri continenti» Uno sguardo puntato in avanti, quindi, che si affianca altresì alla volontà di avviare sia a Bussi che a Torviscosa dei progetti integrati anche a monte in termini di economia circolare con il contenimento delle emissioni di anidride carbonica. «Le nuove produzioni – chiarisce Greco – presuppongono l’utilizzo in maniera prevalente di prodotti chimici che sono approntati sul sito e sono integrate anche su un altro versante. A Bussi, infatti, abbiamo investito in una moderna centrale di trigenerazione ad alta efficienza in modo da rendere il sito autosufficiente dal punto di vista energetico e un impianto analogo sarà realizzato anche a Torviscosa». Un modello di business che rimanda … Leggi tutto