VECTRE

Vectre accelera sulla tecnologia elettrochimica per la decarbonizzazione

Vectre accelera sulla tecnologia elettrochimica per la decarbonizzazione Articolo pubblicato da ilsole24ore.com Dopo aver fatto della galassia GIG un punto di riferimento dei processi di transizione ecologica e decarbonizzazione dell’industria chimica, Domenico Greco affida alla sua creatura Vectre l’obiettivo di diventare il primo gruppo europeo leader nelle produzioni elettrochimiche e nelle tecnologie per la conversione di energia sostenibile in vettori chimici decarbonizzati. «Sarà anche una piattaforma strategica di aggregazione di iniziative di sviluppo industriale di lungo periodo, all’interno della più ampia filiera energetica del nostro Paese», aggiunge il ceo e presidente…

Greco: ecco l’impatto che avrà l’aumento del costo dell’energia

«Greco: ecco l’impatto che avrà l’aumento del costo dell’energia» Articolo pubblicato da affaritaliani.it Domenico Greco, attraverso la holding Gestioni Industriali raggruppa, presiede e amministra alcune tra le più importanti società che si occupano di produzioni di chimica di base in Italia fornendo centinaia di imprese italiane, in diversi settori produttivi con un fatturato aggregato di circa 150 milioni di euro l’anno e oltre 100 milioni di euro di asset aziendali in gestione. Che impatto avrà l’aumento del costo dell’energia e del gas sulle vostre produzioni? Le nostre aziende operano attraverso processi elettrolitici che, se da una parte si possono definire “puliti” perché impiegano acqua, sale ed energia elettrica come principali materie prime, dall’altra vedono il loro posizionamento competitivo direttamente connesso al costo dell’energia elettrica e del gas (in quanto materia prima per la produzione della stessa energia elettrica). La nostra strategia di sostenibilità prevede ovviamente l’integrazione delle nostre produzioni con quelle di energia da fonti rinnovabili ed efficienti, ma questo processo è in corso e non è stato quindi completato in tutti i siti. Va da sé che lo shock dei prezzi a cui stiamo assistendo sta generando un incremento di circa il 20% dei costi di produzione dei prodotti elettrolitici. Qual è l’incidenza della chimica di base nel tessuto imprenditoriale italiano? Se aumentano i vostri prodotti aumenta inevitabilmente anche tutto il resto? Quali sono i settori che fornite? I prodotti di chimica di base hanno un utilizzo necessario, diffuso e trasversale nella vasta maggioranza dei settori industriali, tanto che l’andamento della loro domanda si approssima statisticamente a quello GDP. Nel nostro caso, trattandosi di chimica di base elettrolitica, stiamo parlando di soda caustica, acido cloridrico, ipoclorito di sodio (la più nota varechina) e clorito di sodio, che quindi trovano impiego sia come materie prime sia come materiali di processo ad esempio nei settori alimentare, della detergenza, della farmaceutica, della metallurgia per non parlare di quello del trattamento e disinfezione delle acque.  Si tratta di generi primari, i cui aumenti dei costi di produzione dovranno essere almeno in parte ribaltati nei rispettivi prezzi di vendita. Dopo l’emergenza sanitaria ci troviamo ad affrontare un’emergenza economica legata anche alla mancanza di materie prime. Come far fronte a questo problema? Quale l’impatto sulla chimica? L’unica maniera di far fronte a questa emergenza è di privilegiare il più possibile fornitori locali cercando di costruire una supply chain europea che quindi possa in parte contenere i rischi di discontinuità logistiche e di costo. Questi rischi sono purtroppo anche conseguenza di alcune politiche di delocalizzazione/outsourcing del recente passato per le quali molte produzioni di prodotti chimici intermedi sono migrate in altre regioni del pianeta, anche perché molto impattanti dal punto di vista ambientale. In una prospettiva di medio/lungo periodo quindi l’industria chimica deve investire in ricerca al fine di rimpatriare la parte a maggior valore aggiunto di queste produzioni da realizzare nel mercato locale in maniera sostenibile e coerente quindi con le più aggiornate istanze in termini di rispetto dell’ambiente e di riduzione delle emissioni di … Leggi tutto

Il modello sostenibile della chimica

«Il modello sostenibile della chimica» Articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore Il ruolo della chimica di base nel territorio e le sue prospettive. Domenico Greco, presidente e ceo di Società Chimica Bussi – Gruppo Gig, in occasione dell’Abruzzo Economy Summit, parla del rapporto con la Regione dove la società ha il suo cuore pulsante, ma anche dei progetti in cantiere, dagli investimenti in Ricerca& Sviluppo al percorso sostenibile che passa per l’idrogeno e il know-how elettrochimico.

Il cloro hi-tech che sfida Usa e Cina

«Gli imprenditori Donato Todisco e Domenico Greco di Gig entrano nel settore della produzione chimica con l’acquisizione di Scb, ex impianto della Montedison» Articolo pubblicato da La Repubblica Vito De Ciglia JTNDZGl2JTIwc3R5bGUlM0QlMjJ3aWR0aCUzQSUyMDEwMCUyNSUzQiUyMGhlaWdodCUzQSUyMDEwMHB4JTNCJTIyJTNFJTNDJTJGZGl2JTNFC’è un agente chimico comunemente usato negli acquedotti per disinfettare l’acqua potabile. Si chiama clorito di sodio: un prodotto chimico di base che si può ottenere sfruttando processi elettrolitici. Nel mondo, non ci sono tante aziende che lo producono. Le più importanti sono in Cina e Usa. Anche l’Italia, in passato, poteva vantare importanti produzioni di chimica di base elettrolitica. Ma poi tutte hanno chiuso. Almeno fino a 5 anni fa quando gli imprenditori Donato Todisco e Domenico Greco, fondatore e rispettivamente presidente e ad di Gestioni Industriai Group (Gig), hanno fatto il loro ingresso nel settore della produzione chimica con l’acquisizione di Società Chimica Bussi (Scb), ex impianto Montedison. “Da un’avventura appassionata siamo diventati il primo operatore nazionale, a capitale italiano, in questo mercato”, premette Domenico Greco, che ricopre anche la carica di presidente e ad di Scb, con un passato da manager e consulente strategico per fondi di investimento nella chimica e nella farmaceutica. Il nuovo impianto in Abruzzo, completato a giugno, con un investimento complessivo di 35 milioni di euro, si basa appunto su una tecnologia/processo di produzione elettrolitica. “Qui abbiamo concentrato gli sforzi di questi primi anni su due nuove produzioni: il policloruro di alluminio impiegato nei processi di depurazione civili e industriali e il clorito di sodio usato come disinfettante nei processi di potabilizzazione delle acque. Con il completamento di quest’ultima struttura assieme a quello di un nuovo impianto di trigenerazione energetica ad alta efficienza, abbiamo fatto di Bussi il principale polo produttivo in Europa e nel Mediterraneo nel segmento della potabilizzazione, consentendo all’Italia di emanciparsi dall’import di questo prodotto”. Oggi, proprio attraverso Scb il perimetro dello stabilimento industriale mostra un nuovo volto, quello della chimica green all’insegna della responsabilità, sostenibilità e innovazione: i tre pilastri su cui si fonda la “strategia a impatto” di Gig, testata con successo in Abruzzo. “Strategia che esporteremo negli altri impianti che abbiamo acquistato e in quelli che acquisteremo, almeno 2 o 3 in prospettiva. La strategia si fonda anche su alcuni percorsi di R&S che puntano alla transizione delle produzioni di chimica di base verso la carbon neutrality”. Gig ha di recente effettuato l’acquisizione del 50% di Caffaro Green Chemicals, nella quale lo stesso Greco ricopre la carica di ad e che opera all’interno dello storico sito di Torviscosa (UD). “In questo momento, utilizziamo l’impianto di Bussi come laboratorio di tutte le iniziative di R&S industriale che poi possiamo implementare ed estendere anche agli altri siti che gestiamo e gestiremo”. A valle del primo ciclo di investimenti con il completamento del clorito di sodio, Gig si sta ora concentrando sull’ingresso nel mercato della chimica farmaceutica. “In particolare, nelle produzione di intermedi di chimica fine utilizzati nei processi di produzione dei principi attivi farmaceutici, fino a poco tempo fa acquistati da Paesi extra-europei, Cina o India. A Bussi abbiamo … Leggi tutto

La sfida dell’industria chimica abruzzese

«Un comparto strategico per la crescita, che grazie all’innovazione avrà un impatto positivo sull’ambiente». Parla Domenico Greco, presidente della Sezione Chimica di Confindustria A cura della redazione Uno sviluppo sostenibile secondo valori e comportamenti orientati alla sicurezza, alla salute e all’ambiente, è così che all’interno del comparto della chimica cresce il senso di responsabilità sociale. E l’Abruzzo, che tanto ha pagato la negligenza dei decenni passati, vuole essere in prima linea nel portare avanti un cambiamento di rotta che è sempre più reale. «Oggi il tema della sostenibilità ambientale è valore aggiunto nella competitività di un’azienda e il comparto chimico deve e può giocare la sua partita proprio valorizzando e investendo sull’innovazione orientata alla sostenibilità». A dirlo è Domenico Greco, presidente della Sezione chimica, farmaceutica, gomma, plastica, cartario, vetro di Confindustria Chieti Pescara. Greco, che guida dal 2017 la sezione che riunisce oltre 40 aziende del territorio, è amministratore delegato di Gestione Industriali Srl, holding di partecipazioni da lui fondata insieme al presidente Donato Todisco.«L’industria chimica rappresenta un settore strategico per la crescita economica abruzzese e italiana, e un anello determinante in moltissime filiere produttive. Si tratta di un settore che è sempre stato tradizionalmente associato a un rischio per l’ambiente – spiega Greco – e la grande sfida è proprio quella di sovvertire questo pregiudizio di fatto errato e semplicistico. Le aziende attive nel nostro territorio nel settore chimico e farmaceutico, con il loro know-how e gli investimenti continui in innovazione, dimostrano quotidianamente le potenzialità strategiche che ha questo settore sia nel trainare lo sviluppo economico che nell’incentivare prodotti che possano avere un impatto positivo sull’ambiente».Il gruppo di società che fa capo a Gestione Industriali, che ha visto l’acquisizione prima di Società Chimica Bussi SpA (nel 2016) su cui ha realizzato in tre anni investimenti per 35 milioni di euro, e poi di Caffaro Green Chemicals (il 50 per cento, nel 2019) assieme alla sua controllata Halo Industry SpA, si sta ponendo come primo operatore a capitale italiano nella chimica di base elettrolitica, attraverso i suoi impianti di produzione e trasformazione del cloro per generare prodotti principalmente destinati alla depurazione dell’acqua, secondo un modello sostenibile, anche con autoproduzione di energia elettrica.   «Il mondo delle imprese, specie il comparto chimico, deve poggiare la propria mission su tre fondamenti essenziali: innovazione, sostenibilità e responsabilità. Trovando la sintesi armonica tra questi tre elementi – conclude il presidente Greco –  si individua la chiave per accelerare la crescita economica ad ampio raggio del sistema imprenditoriale di tutto il nostro territorio». Ecco il consiglio direttivo della Sezione Chimica Farmaceutica di Confindustria Chieti Pescara: presidente, Domenico Greco anche Amministratore Delegato di Gestione Industriali Srl, di Società Chimica Bussi SpA e di Caffaro Green Chemical Srl; vice presidente, Andrea Buccella di Color Max Srl. Consiglieri: Marco Aquino di Yokohama Industrial Products Italy Srl; Aldise Fabrizio Calgione, Saint – Gobain Pcc Italia Spa; Emanuela D’Intinosante di Ontex Manufacturing Italy Srl; Denio Di Nardo di Prima Eastern Spa; Paolo Pirozzi di Ico Srl – Business Unit Cartotecnica; Silvana Roatta di Dayco Europe Spa.